La tecnologia AmbienteSafe™ è in grado di eliminare batteri, inquinanti, allergeni e anche il Covid-19 nelle sue varianti

La pandemia da Covid-19 non rallenta e incide profondamente sulle nostre abitudini quotidiane. Ognuno di noi deve salvaguardare la propria salute e quella degli altri. Il vaccino, l’utilizzo delle mascherine  e i disinfettanti per le mani sono fondamentali, ci proteggono individualmente, ma il problema da risolvere va ben oltre. Per evitare la recrudescenza del contagio dobbiamo assicurarci che ogni ambiente interno sia esente dalla presenza del Covid-19, che per una distrazione o per scarsa attenzione continuerebbe a propagarsi colpendo noi e gli altri.

Le raccomandazioni dell’ Istituto Superiore della Sanità ci invitano ad aprire porte e finestre creando ricambio d’aria, ma anche ad utilizzare sistemi portatili di depurazione dell’aria tenendo conto della volumetria dell’ambiente, il layout, il tipo di attività svolta, il numero di persone presenti (vedi Rapporto ISS COVID-19 n. 5 e il documento della World Health Organisation – Organizzazione Mondiale della Sanità su Infection prevention and control during health care when coronavirus disease (‎COVID-19).

Mentre per le superfici è sufficiente utilizzare frequentemente degli igienizzanti ad alto potere virucida e battericida, per l’aria presente negli spazi chiusi (indoor) le cose si complicano notevolmente. Gli agenti patogeni sono invisibili e basta una persona infetta per contaminare un ambiente intero, come riportato da varie ricerche recenti.

Covid-19

Documenti ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità, come il recente Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021 – Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti /superfici e quello dell’United States Environmental Protection Agency – Air Cleaners, HVAC Filters, and Coronavirus (COVID-19) , oltre ad altri citati nei documenti,  descrivono dettagliatamente le funzionalità e l’efficacia degli apparecchi sanificatori e purificatori d’aria nella lotta agli agenti patogeni e inquinanti indoor.

Il sistema AmbienteSafe™ (Advanced Methods for a Better Indoor Environments using New TEchnologies) per il trattamento dell’aria, progettato da Safetily® e integrato nei nostri apparecchi, può eliminare virus, batteri, allergeni del gatto, fumo di sigaretta, allergeni delle blatte, allergeni del cane, polvere, formaldeide, funghi, pollini delle graminacee, acari della polvere, residui degli acari della polvere, acari della polvere vivi, muffe, peli di animali, pollini, sostanze chimiche ridotte, allergeni del baco da seta, fumo, composti organici volatili (COV). Riesce a eliminare in modo praticamente totale la presenza dei Coronavirus, secondo i test effettuati dall’Università di Bologna che ha certificato sulla base dei dati ottenuti che il trattamento ambientale di aerosol contenente particelle virali di BCoV, rappresentative dei coronavirus incluso SARS-CoV2 (Covid-19), ha determinato una perdita della quantità di virus rilevabile fino al 99.998%.

Questo straordinario risultato è possibile grazie a una combinazione accuratamente bilanciata di tecnologie estremamente efficaci:

Purificatore d'aria Safetily tecnologia AmbienteSafe
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La tecnologia NTP (Non Thermal Plasma) genera ioni altamente reattivi di idrogeno e ossigeno sfruttando le microparticelle d’acqua presenti in sospensione nell’aria che riescono a danneggiare le proteine della membrana del virus. Applicando il principio elettrostatico per separare le molecole di acqua e l’ossigeno trasportati dall’aria, si producono ioni idrogeno con carica positiva (H+) e ioni ossigeno con carica negativa (O2-) che si legano alla superficie di batteri, funghi, virus, allergeni e simili scomponendo le proteine sulla loro superficie
2
La depurazione dell’aria con filtro ai carboni attivi è capace di adsorbire, grazie alla sua porosità e alle sue caratteristiche chimiche, molti particolati e agenti inquinanti come la polvere, le spore di muffa, il fumo, le tracce dei prodotti chimici di abituale utilizzo domestico, il benzene e altri VOC. Il filtro ai carboni attivi aiuta anche ad eliminare gli odori sgradevoli.
3
La tecnologia PCO (Photo Catalytic Oxydation) è un processo chimico che riproduce ciò che avviene in natura grazie al sole. Con l’azione combinata tra i raggi UV-C a frequenza controllata, l’umidità presente nell’aria (≥20%) e il biossido di titanio, è in grado di distruggere le sostanze inquinanti come batteri, virus, muffe, oltre ad allergeni e odori, senza emettere sottoprodotti nocivi. I materiali organici sono ridotti in CO2 e H2O, gli inorganici in solfati, nitrati. La PCO genera radicali ossidrili (OH) e perossido d’idrogeno (H2O2) in quantità minime – non superiori ai 0,02 PPM – che decompongono batteri e inattivano i virus. Questo processo è stato utilizzato dalla NASA per purificare l’aria sulla Stazione Spaziale Internazionale.
4
Il filtro in poliestere con struttura molecolare tridimensionale, brevettato, capace di catturare e distruggere batteri e virus.
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Il filtro a tecnologia HEPA (High Efficiency Particulate Air filter) con un’elevata efficienza di filtrazione, progettato per la filtrazione di particelle solide >0.3 µm catturate nel flusso d’aria (classe H13 secondo la normativa europea EN 1822-1:2009)

Sulla base dei dati ottenuti dai test effettuati dai laboratori delll’Università di Bologna, Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie, “il trattamento ambientale di aerosol contenente particelle virali di BCoV determina una perdita della quantità di virus rilevabile superiore al 99,99% (≤ 99,999%), complessivamente per il processo di filtrazione e per i programmi di igienizzazione testati. Una riduzione dello stesso ordine di grandezza si osserva anche per l’infettività residua del virus recuperato dagli stessi campioni, in seguito ad un ciclo replicativo di 72h (99,998%). In conclusione, il dispositivo testato nelle condizioni sperimentali descritte si è dimostrato efficace nella rimozione e riduzione della attività virale del coronavirus indagato quale sistema modello per il virus SARS-CoV2 (Covid-19)”.

Universita di Bologna